
Frizzanti, allegri, scanzonati.
Qualcosa di molto fresco e molto divertente insomma: questo è il concerto di "Tintu e i ragazzi del Clan".
Non potrebbe essere altrimenti, già il loro repertorio è tutto un programma, una piccola sfida, una innocente provocazione: riproporre le canzoni, italiane, degli Anni '60. Le canzonette delle balere, delle lacrime sul viso, di corse a cento all'ora e di flirt con la improbabile complicità di latticini, di estati salate e ragazzine che non avevano l'età.
Gli anni erano quelli del beat, degli hippies, della rivoluzione sessuale, della lotta contro l'apartheid e per l'emancipazione della donna; gli anni di Jim Morrison, Jimi Hendrix, Bob Dylan, Janis Joplin, Miles Davis e John Coltrane. Dei Beatles e i Rolling Stones. Di Jack Kerouac e di Woodstock. In Italia i gruppi nostrani come I Nomadi, Equpe 84, Dik Dik, Il Clan di Adriano Celentano e i vari Morandi, Mina, Little Tony e Bobby Solo, Rita Pavone, Caterina "casco d'oro" Caselli, Patty Pravo e compagnia bella scimmiottavano gli artisti stranieri.
Così, tra la guerra in Vietnam ("C'era un ragazzo che come me/ amava i Beatles e i Rolling Stones"), il primo volo nello spazio di Yurij Gagarin, l'assassinio di Kennedy e la conquista della Luna ("Selene ene e// il peso sulla Luna è la metà della metà". Ad essere pignoli sarebbe un sesto, ma ne converrete che cantare "il peso sulla Luna è un terzo della metà" non è la stessa cosa...) i nostri cantanti trovavano anche il tempo per girare quei filmettini di serie B noti come "musicarelli". Maestri in questa arte furono Gianni Morandi e Rita Pavone, ma anche Little Tony, Caterina Caselli e Al Bano non disdegnavano la promozione dei dischi tramite abuso del Grande Schermo.
I dischi erano proprio dischi-dischi, quelli tutti neri da mettere sul giradischi facendo attenzione a non ararli con la puntina, che di solco ne basta uno, e lo incide la casa discografica, ogni aggiunta sarebbe assolutamente dannosa!!
C'erano anche dei giradischi "portatili" a pile per ascoltare i 45 giri, i "single" più gettonati al juke-box che volavano alti nelle classifiche di gradimento: i "mangiadischi". A forma di rospo, si ingoiavano questi piattini di plastica e li risputavano solo alla fine del brano, funzionamento meravigliosamente meccanico nonchè manuale. Pesavano poco meno di un chilogrammo, pile incluse, stupendamente fruscianti, stupendamente mono. La stereofonia venne dopo, molto dopo... Ciononostante, il fascino vintage colpisce, ed ecco avvenire il fatale incontro tra i nostri ragazzi ed uno scatolone di vecchi 45'. Dopo il periodo necessario di prove e di fisiologici cambi di formazione il Clan di Tintu & co. debutta in luglio al Musicolors riscuotendo un immediato successo, catturando la simpatia e il calore del pubblico che, inizialmente perplesso, si lascia via via coinvolgere dalle note di questi vecchi successi, qualcuno inizia a ballare, altri a tenere il tempo con le mani, altri a cantare parole polverose su melodie dimenticate...poi la scaletta finisce e c'è chi ne vorrebbe ancora e chiede il bis... non male come debutto, vero Tintu? Si replica a Barge a Fantabanga, ed anche qui: applausi!
Ora, quasi al termine dell'estate, vi proponiamo le foto scattate in quelle calde e, ahimè, ormai lontane serate di musica, di "Treccioline con l'elastico" (Don Backy), "La notte è piccola per noi" (le mitiche Kessler!!), "Quello che ti dicono" (Claudia Mori), "Vulcano" (Mina) e via via dal rock'n'roll al twist al ballo del mattone (!!!).
Ed in attesa della prossima data, signore e signori, il Clan:
Voce - Tintu
[Il Clan]
Chitarra - Monri
[Too Tiki]
Tastiere - Gens
[Kalamandra]Sax - Siccia
[Kalamandra, Soul Power] Trombone - G. Biei
[Soul Power, Easy Big Band] Basso - Pako
[Me and my monkey] Batteria - Charles
[Zone d'ombra]